Sbulloniamo il bullo


Un fenomeno antisociale sempre più spesso diffuso all’interno degli ambienti scolastici è il bullismo e piu’ di recente il cyberbullismo (bullismo attraverso la rete). Il termine è di origine inglese (bullying), ed è impiegato per connotare le prevaricazioni psicologiche e fisiche tra pari in un contesto di gruppo.

Alcune ricerche condotte nell’ambito del bullismo ci permettono di individuare i ruoli degli individui direttamente coinvolti e del gruppo nel suo complesso.

  • il bullo:l’aggressore che prende l’iniziativa; manifesta comportamenti aggressivi nei confronti dei coetanei e degli adulti, mostra scarsa empatia con la vittima, spesso ha un forte bisogno di dominare, è prevalentemente maschio;
  • la vittima: chi subisce la prepotenza, spesso è più ansioso e insicuro dei compagni, reagisce agli attacchi piangendo o chiudendosi in se stesso, spesso soffre di scarsa autostima e ha una opinione negativa di sé e delle proprie capacità. Solitamente si tratta di una persona che vive già in una condizione di isolamento ed esclusione dalla classe;
  • l’aiutante: chi agisce ugualmente con prepotenza, ma con un ruolo secondario;
  • il difensore: chi consola e difende la vittima, o cerca in qualche modo di interrompere la prepotenza;
  • l’esterno: chi si disinteressa, non partecipando in alcun modo, cercando di restare fuori dalla situazione e di non farsi coinvolgere.

Le vittime dei bulli perdono sicurezza ed autostima, si sentono inadeguate ad affrontare tali situazioni. In alcuni casi possono sopraggiungere sintomi da stress, come mal di stomaco e mal di testa, incubi e attacchi d’ansia. I comportamenti legati al bullismo sono oggetto di studi anche per le loro conseguenze sul rischio psicosociale, spesso infatti l’abbandono scolastico, la delinquenza giovanile e i disturbi psicologici risultano associati a disturbi relazionali in età scolare. È fondamentale quindi porre in essere azioni preventive che identificano fattori precoci di disadattamento col il fine di ridurre il rischio di successive evoluzioni psicopatologiche.

LA FELICITA’

La felicità è un emozione o stato d’animo.
Ma cosa vuol dire essere felici?
Non è facile, anche perché essere felici non significa la stessa cosa per tutti.
Per alcuni la felicità è un’emozione, una condizione soggettiva positiva. Per altri è una sensazione costante di soddisfazione. Per altri ancora essere felici coincide con il possedere dei valori positivi o addirittura dei valori materiali.
In realtà definire la felicità è un impresa difficile!

Abbiamo la felicità emotiva, rappresentata da una sensazione di benessere suscitata dal fare qualcosa di piacevole, come vedere un film, uscire con un amica, o guardare un opera d’arte. Abbiamo la felicità morale, determinata da un comportamento corretto e ligio. Con sani valori. Abbiamo la felicità legata al rapporto e alla relazione affettiva con l’altro. Si e’ felici se ci si sente amati. I legami affettivi, tengono uniti famiglie e amici, e portano alla felicità.
Cosa possiamo fare per essere felici?
Alcune ricerche hanno dimostrato che che per essere felici bisogna porsi obiettivi specifici, concreti e facili da misurare.

Gli obiettivi, chiaramente, vanno commisurati all’eta’.
Per un bambino gli obiettivi da raggiungere sono diversi da quelli di un adolescente o di un adulto.
Quando raggiungiamo gli obiettivi che ci siamo prefissati, siamo felici e soddisfatti.
C’è chi si prefigge di raggiungere un titolo di studio, che un lavoro chi una famiglia. C’è chi ama viaggiare e conoscere posti nuovi vicini e lontani. Chi invece vorrebbe una bella automobile, chi una casa con il giardino. Chi una relazione sentimentale.
La felicità dura in base a come formuliamo gli obiettivi…
E tu quali obiettivi vuoi raggiungere per essere felice?

PIU’ RIDIAMO E MEGLIO STIAMO

RIDERE PER STAR BENE..

Ridere fa bene. Piu’ ridiamo e meglio stiamo.

Ecco alcuni buoni motivi per ridere

Ridere riduce gli ormoni dello stress

Ridere stimola la produzione di endorfine che riducono gli ormoni dello stress, innalzano la capacità di sopportare il dolore , stimolano la guarigione, ed il sistema immunitario.

Ridere stimola il sonno

Ridere stimola la melatonina, l’ormone che regola il ritmo circadiano (sonno/veglia)

Ridere è un esercizio fisico e migliora l’aspetto estetico

Quando ridiamo sollecitiamo almeno 15 muscoli facciali (anche la pelle se ne giova), le spalle, l’addome e il diaframma. Oltre a tirarci su il morale, facciamo un po’ di esercizio fisico, che non guasta mai.

Ridere migliora la circolazione

Ridere fa aumentare il flusso sanguigno e migliora anche la respirazione

Ridere migliora le relazioni

Fa piacere stare accanto ad una persona sorridente.

Ridere ci aiuta a distaccarci dal coinvolgimento emotivo

Se abbiamo pensieri negativi, una bella risata ci fa prendere con piu’ leggerezza le situazioni che ci opprimono.

Ridere migliora il rendimento al lavoro

Ridere da’ energia e carica anche per fronteggiare i problemi sul lavoro.

Sintomi e segnali del morbo di Alzheimer

Il morbo di Alzheimer è una malattia del cervello che provoca un lento declino delle capacità di memoria, del pensare e di ragionamento. È necessario consultare un medico per determinarne la causa.

Le persone che soffrono del morbo di Alzheimer hanno spesso difficoltà a completare le attività quotidiane. A volte, possono avere problemi per guidare l’auto verso un luogo familiare, per gestire un budget al lavoro o ricordare le regole di un gioco preferito.

Per alcuni, avere problemi visivi è un segnale del morbo di Alzheimer. Potrebbero non capire di essere loro la persona nello specchio. Chi soffre del morbo di Alzheimer può avere difficoltà a seguire o a partecipare a una conversazione. Potrebbero avere problemi a trovare la parola giusta o chiamare le cose con il nome sbagliato .

Le persone che soffrono del morbo di Alzheimer possono lasciare gli oggetti in luoghi insoliti, e non essere in grado di trovarle di nuovo. A volte, esse possono accusare gli altri di averli rubati. Con il passare del tempo, ciò può verificarsi più frequentemente.

Le persone che soffrono del morbo di Alzheimer rinunciano spesso agli hobby, alle attività sociali, ai progetti di lavoro o alle attività sportive, chiudendosi sempre di piu’ al mondo.

L’umore e la personalità delle persone che soffrono del morbo di Alzheimer instabili. Essi possono diventare confusi, sospettosi, depressi, spaventati o ansiosi. Possono essere facilmente suscettibili a casa, al lavoro, con gli amici o nei luoghi nei quali sono al di fuori della loro zona di comfort.

L’umore e la personalità dei malati di Alzheimer possono cambiare. Essi possono diventare confusi, sospettosi, depressi, spaventati o ansiosi. Possono essere facilmente suscettibili a casa, al lavoro, con gli amici o nei luoghi nei quali sono al di fuori della loro zona di comfort.

Un genitore è per sempre …

dai figli non ci si separa mai!

La separazione dei genitori, per i figli, rappresenta un’esperienza molto dolorosa.
Gli effetti negativi, spesso, sono determinati dalla conflittualità dei genitori.
Per agevolare i figli nel percorso di accettazione della separazione, i genitori:
Devono mantenere la continuità del legame parentale;
Devono accordarsi sulle scelte più opportune per i loro figli, comprese quelle educative;
Devono mantenere un rapporto sereno ed affettuoso con i figli, per assicurare una sana crescita;
Continuare, con responsabilità, il loro ruolo di genitori.
Per tutelare il benessere dei figli è necessario saper prendere decisioni con responsabilità.
Se avete bisogno di aiuto potete contattarmi:
Dottoressa Catia Del Monte
☎️336783131

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CONSULENZA E PSICOTERAPIA ON LINE

Se stai cercando uno Psicologo Online…… sei nel posto giusto.

Dopo il primo contatto, che solitamente avviene attraverso catia.delmonte@tim.it

offro indicazioni di massima circa la possibilita’ di aiutarvi a risolvere la difficolta’ presentata.

Se il problema che desiderate affrontare e’ complesso non puo’ esaurirsi con un solo contatto.

In questo caso vi presentero’ le modalita’ di consulenza o psicoterapia on line tra le quali potrete scegliere in base alle vostre preferenze (chat con Whatsapp o Messenger, videochiamata con Skype, Whatsapp o Meet consulenza via email, chiamata classica tramite telefono.

Una volta che questa sara’ stata condivisa avra’ inizio il vero e proprio percorso psicologico o psicoterapeutico, mirato a scoprire le origini del vostro malessere e ad estinguerlo, lavorando su schemi mentali cognitivi e comportamentali.

Le ricevute sono detraibili fiscalmente, insieme alle altre spese sanitarie.
Si ricorda che tutte le consulenze psicologiche fornite, avvengono nel rispetto della vigente normativa sulla privacy.

AMIAMOCI

Tutti cerchiamo qualcuno che ci ami e da amare. Spesso ci dimentichiamo di amarci.

Si, ho detto proprio così. Ricordiamoci di noi.

Amare sè stessi è molto importante perchè accresce la propria autostima.

Il modo in cui ci consideriamo ha un’influenza fondamentale nelle relazione con gli altri.

Quindi dobbiamo valorizzarci e curare l’amor proprio.

Curare l’amor proprio significa curare il proprio benessere, la propria salute fisica e psicologica.

Nel momento in cui metto me stesso al centro delle mie attenzioni inizio a stare meglio, ad essere felice e a saper a gestire anche le situazioni piu’ difficili.

L’amore per noi stessi ci da felicità. Pensare al proprio benessere significa anche eliminare ciò che ci fa stare male. Significa allontanare anche chi ci fa stare male.

Agire per il proprio bene significa accogliere tutto ciò che ci da piacere e serenità.

Altro elemento che favorisce l’amor proprio è l’accettazione di se’.

Accettarci significa rispettare ed amare noi stessi, compresi i difetti.

Talvolta la bassa autostima ci fa vedere i nostri difetti come qualcosa di di insormontabile, ed è proprio in questi casi che il cambiamento diventa difficile.

Accettarci ed eventualmente migliorarci sempre per il nostro benessere.

Dobbiamo partire da quello che siamo , apprezzarci ed eventualmente migliorarci, se lo riteniamo opportuno.

In sostanza ciò che ci aiuta ad amarci è apprezzarci! Riconoscere i propri punti forza, i risultati raggiunti, le proprie qualità.

Se ogni giorno ci soffermiamo su tutto ciò che abbiamo ottenuto di bello e di positivo ci aiuterà sempre di piu’ ad amarci.

Quindi apprezziamoci appieno!

Diamo voce ai nostri sentimenti, ai nostri desideri, ai sogni, ai bisogni e cerchiamo le strategie per realizzarli.

Avere una mente aperta al cambiamento e alla crescita ci da gioia e felicità.

Didattica a distanza e solitudine … cose da Covid…

I bambini e gli adolescenti, con la didattica a distanza, son quelli che stanno risentendo di piu’ dell’isolamento forzato…

I bambini e gli adolescenti doverebbero vivere il periodo di crescita e di sviluppo nelle interazioni sociali importanti che li aiutano a creare la loro identità. Invece questa parte della loro vita è stata cancellata.

Isolamento e solitudine minano il loro benessere psicofisico.

Il quadro clinico che emerge dagli studenti delle superiori è che si stanno verificando seri problemi psicologici, inoltre si sta presentando sempre di piu’ abbandono scolastico. Con la didattica a distanza la preparazione scolastica è peggiorata.

Gli studenti fanno fatica a concentrarsi per seguire le lezioni on line. Spesso si presentano problemi tecnici dovuti alla connessione internet.

Ai ragazzi ed ai bambini manca il contatto diretto con i coetanei.

Nell’adolescenza, età del cambiamento, le relazioni personali sono di fondamentale importanza.

Stanchezza, incertezza e preoccupazione sono i principali stati d’animo che ragazze e ragazzi affermano di vivere in questo periodo. Molti pensano che tutto si sistemerà e tornerà come prima, altri continuano ad avere paura.

E’ importantissimo intervenire subito con delle forme a sostegno agli studenti direttamente colpiti da questa situazione.

Non bisogna permettere che questa situazione impedisca loro di sognare.

Dobbiamo intervenire prima che sia troppo tardi…

L’AUTOLESIONISMO NELL’ADOLESCENTE

Secondo l’ultima edizione del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM V), la parola “autolesionismo” indica una serie numerosa di comportamenti e condotte attraverso cui ci si provoca dei danni a livello fisico con conseguente sanguinamento ed ecchimosi che provocano dolore.

In letteratura si parla di:

CUTTING: tagliarsi con un oggetto affilato
BURNING: provocarsi bruciature o ustioni
BRANDING: marchiarsi con oggetti roventi.

Gli adolescenti spesso si feriscono creando lesioni multiple in una zona che tendono a tenere nascosta (avambracci, cosce ecc.).

L’autolesionismo non suicidario spesso e’ associato ad altri disturbi psichici come DISTURBO DI PERSONALITA’ BORDERLINE, DISTURBO ANTISOCIALE DI PERSONALITA’, DISTURBI ALIMENTARI…

non riesco ad esprimermi a parole

parla il mio corpo…

I motivi per cui vengono compiuti tali comportamenti non sono uguali per tutti.

Perchè questa ricerca di dolore?

Fare del male a sé stessi, può paradossalmente significare “farsi del bene”:

E’ come se attraverso la ferita fisica si trasferisse il dolore psichico.

La ferita fisica si può vedere e curare.

Attraverso la ferita avviene uno scambio tra psichico e fisico: mente e corpo ritrovano l’unità, anche se in modo patologico.

L’obiettivo è quello di evitare che la propria sofferenza sia incomprensibile e incontrollabile; la si assicura così in un luogo fisico ben preciso, rendendola visibile sotto forma di un segno sulla pelle.

L’autolesionismo può diventare un processo che dà sollievo, calma e tranquillità.

Attraverso i tagli comunica. Le parole non escono dalla bocca ma dalla pelle e dal corpo.

Cosa possiamo fare?

Attraverso un percorso mirato di psicoterapia è possibile accogliere ed orientare questi giovani sofferenti. Con l’aiuto di un professionista esperto, l’adolescente è guidato nel riconoscere i propri bisogni, i propri desideri e da lì intraprendere una nuova strada.